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LAMPEDUSA

Nonostante sia stata considerata dagli inglesi, che per primi la “mapparono", fra le prime sette isole nel mondo per bellezza del mare e delle spiagge, Lampedusa non offre solo mare ma offre dei meravigliosi spettacoli floreali e faunistici.

L'isola, ormai “gariga irreversibile" muta il suo aspetto e cambia colore ed aroma con l'alternarsi delle stagioni: le scille la ricoprono in ottobre rendendola bianca e azzurra, la fioritura delle acacie e delle gaggie la ricopre di giallo in marzo/aprile ed immediatamente dopo i cuscini di timo selvatico ed i fiori di cardo la trasformano in viola e lilla.

Quest'alternarsi cromatico scandisce da sempre il passo delle balene, che ogni anno ad aprile lambiscono Lampedusa con i loro piccoli, lasciandosi trasportare dalle correnti ricche di gambero; accompagna, da minor tempo la caccia del falco della regina, ormai stanziale, che scambia la preda con la sua compagna in picchiate ad oltre 120 km.l'ora.; assiste alla antico rito del ritorno, anche dagli oceani, delle tartarughe per deporre le uova nello steso luogo ove sono nate.

Qualche notizia in più...

Appartenente all'arcipelago delle Pelagie (dal greco altomare) con l'isola di Lampione rappresenta, data la loro appartenenza alla piattaforma continentale africana, il territorio insulare non pertinente alla Sicilia vera e propria. Questa "..loro storia peculiare,scandita da periodi di abbandono antropico durati interi secoli e svoltasi quasi sempre al margine delle vicende siciliane hanno conferito a questi lembi di terra caratteristiche di unicità che permettono di distinguerle con decisione dagli altri satelliti dell'Isola Madre."In questa breve e rigorosa descrizione di queste isole, tratta dall'introduzione alla Storia naturale delle Isole Pelagie, si possono ritrovare i tratti salienti ed inconfutabili del "carattere" di Lampedusa..Carattere che i "viaggiatori" più attenti hanno trasformato, translando le sensazioni e l'anima di un famoso libro, nel più semplice, e forse banale, "Lampedusa ... la mia Africa". A nulla vale il fatto che dal paleolitico, ciclicamente sino ai Fenici, ai Greci, ai Romani ed agli Arabi l'Isola sia stata abitata e poi abbandonata e dopo quattrocento anni di solitdine e di pirati nel 1760 fu colonizzata da sei francesi seguiti , dopo sedici anni, da un nucleo familiare maltese. E poi, mentre l'occidente consolidava i suoi primati, fu un susseguirsi di piccoli gruppi di agricoltori capeggiati ora da maltesi ora da inglesi. Anche i Russi, con il principe Potemkin tentò l'acquisto dell'Isola per poter insediarvi una colonia di sudditi della zarina. Ed ancor meno può aver significato che con l'arrivo dei primi 120 panteschi nel 1843 si possa iniziare a parlare di una vera comunità residente. Infatti, non rimanendo traccia di alcuna vicissitudine passata, l'essere, l'essenza, l'anima di quest'isola è saldamente ancorata alle sue caratteristiche fisico-geografiche, alla sua luce, ai suoi odori,ai suoi colori ed ai suoi estremi.Isola dura, aspra, arida, forte primitiva e respingente ma anche isola unica, magica, ricca, inebriante, avvolgente ed affascinante che emana un profumo un fiato un essenza anestetizzante.

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